{"id":969,"date":"2026-05-11T12:59:40","date_gmt":"2026-05-11T12:59:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mevapp.it\/?p=969"},"modified":"2026-06-30T09:13:54","modified_gmt":"2026-06-30T09:13:54","slug":"bollettini-dellemigrazione-un-quarto-di-secolo-di-storia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mevapp.it\/index.php\/2026\/05\/11\/bollettini-dellemigrazione-un-quarto-di-secolo-di-storia-italiana\/","title":{"rendered":"Bollettini dell&#8217;emigrazione: un quarto di secolo di storia italiana"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gran parte dell'Ottocento l'emigrazione italiana fu un fenomeno spontaneo, poco conosciuto e scarsamente governato. Milioni di persone lasciavano il Paese all'avventura, nella migliore delle ipotesi seguendo reti familiari, paesane o professionali, mentre lo Stato interveniva solo marginalmente. L'assistenza agli emigranti era affidata soprattutto all'iniziativa privata, alle associazioni di mutuo soccorso e, in misura determinante, all'opera dei missionari cattolici, che offrivano sostegno materiale, religioso e umano alle comunit\u00e0 italiane sparse nel mondo. Ne \u00e8 uno straordinario esempio, per l'epopea veneta in Brasile, lo scalabriniano padre Pietro Colbacchini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'inizio del Novecento segn\u00f2 una svolta. L'emigrazione aveva ormai assunto dimensioni tali da richiedere una vera politica pubblica. Con la legge n. 23 del 1901 venne istituito il <strong>Commissariato Generale dell'Emigrazione<\/strong>, il primo organismo statale incaricato di affrontare in modo organico il fenomeno migratorio. Il suo compito principale era tutelare gli emigranti italiani all'estero, promuovendone i diritti, migliorandone le condizioni di vita e salvaguardando il prestigio dell'Italia attraverso le proprie comunit\u00e0 nel mondo, della cui importanza strategica si prese progressivamente coscienza, maturando l'idea dell'esistenza di un'<strong>Italia fuori dell'Italia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va ricordato che, in quegli anni, per lo Stato italiano l'emigrazione era sostanzialmente quella transoceanica, ritenuta definitiva e quindi meritevole di particolare attenzione. Gli spostamenti verso i Paesi europei, per lo pi\u00f9 stagionali o temporanei, erano invece considerati una forma di mobilit\u00e0 professionale e non ricevevano la stessa considerazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli strumenti pi\u00f9 importanti creati dal Commissariato vi fu il <strong>Bollettino dell'Emigrazione<\/strong>, pubblicato dal 1902 al 1927, anno in cui il Commissariato fu soppresso dal regime fascista, che modific\u00f2 profondamente l'impostazione della politica migratoria italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per oltre un quarto di secolo il Bollettino rappresent\u00f2 il principale osservatorio pubblico sull'emigrazione italiana. Vi confluirono studi, statistiche, inchieste, relazioni diplomatiche, analisi economiche, interventi di politici, funzionari, studiosi, giornalisti ed esperti di altissimo livello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sue pagine raccontano i flussi migratori, le condizioni di vita degli emigranti, la legislazione dei Paesi di destinazione, le iniziative di assistenza, i problemi sanitari, il lavoro, le rimesse, le comunit\u00e0 italiane all'estero e le profonde trasformazioni della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora oggi il <strong>Bollettino dell'Emigrazione<\/strong> costituisce una delle fonti pi\u00f9 preziose per lo studio della Grande Emigrazione. A differenza di una ricostruzione storica successiva, restituisce gli avvenimenti nel momento stesso in cui si verificano, permettendo di leggere il fenomeno con gli occhi dei contemporanei e di coglierne preoccupazioni, speranze e dibattiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'intera raccolta \u00e8 oggi liberamente consultabile online grazie al lavoro della <strong>Fondazione Paolo Cresci per la Storia dell'Emigrazione Italiana<\/strong>, all'indirizzo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.museoemigrazioneitaliana.org\/bollettino\">https:\/\/www.museoemigrazioneitaliana.org\/bollettino<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le annate sono disponibili in formato digitale e possono essere esplorate attraverso sommari, indici e strumenti di ricerca che consentono di individuare rapidamente persone, luoghi e argomenti specifici. Un patrimonio documentario straordinario, accessibile gratuitamente a studiosi, studenti e semplici appassionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A oltre un secolo dalla sua nascita, il <strong>Bollettino dell'Emigrazione<\/strong> continua cos\u00ec a svolgere la funzione per cui era stato concepito: aiutare a conoscere l'emigrazione italiana. Con una differenza fondamentale: se allora rappresentava la voce dello Stato rivolta ai contemporanei, oggi \u00e8 una memoria viva, che permette di comprendere dall'interno uno dei fenomeni pi\u00f9 importanti della storia nazionale<strong>. Per organicit\u00e0, continuit\u00e0 editoriale e qualit\u00e0 scientifica, rimane ancora oggi un'opera difficilmente eguagliata e uno strumento insostituibile per avvicinarsi alla diaspora italiana nel mondo.<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per gran parte dell&#8217;Ottocento l&#8217;emigrazione italiana fu un fenomeno spontaneo, poco conosciuto e scarsamente governato. Milioni di persone lasciavano il Paese all&#8217;avventura, nella migliore delle ipotesi seguendo reti familiari, paesane o professionali, mentre lo Stato interveniva solo marginalmente. 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