Memoria di un dramma dimenticato dell’emigrazione italiana e veneta
1. Dalla vita quotidiana all'internamento
Nel giugno del 1940, l’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale stravolse all’improvviso la vita di migliaia di emigrati italiani residenti nel Regno Unito. Da un giorno all’altro, cittadini tranquilli — ristoratori, artigiani, commercianti, camerieri e operai perfettamente integrati nelle comunità britanniche — vennero dichiarati "enemy aliens" (stranieri nemici).
A causa delle severe misure di sicurezza adottate dal governo britannico, oltre 4.000 civili italiani privi di qualsiasi colpa vennero arrestati e rinchiusi in campi di internamento. Tra di loro vi erano anche decine di conterranei veneti, emigrati oltremanica nei primi decenni del Novecento alla ricerca di lavoro e di un futuro migliore.
2. Il tragico viaggio
Il 1° luglio 1940, a Liverpool, circa 730 internati italiani e oltre 470 internati tedeschi ed austriaci vennero fatti imbarcare sull’SS Arandora Star, una lussuosa nave da crociera riadattata a nave da trasporto militare. La destinazione finale era il Canada, dove gli internati avrebbero dovuto trascorrere il periodo bellico.
La nave salpò completamente priva di scorta armata e senza le insegne della Croce Rossa o i contrassegni internazionali necessari per identificare un trasporto di prigionieri civili.
Nelle prime ore del mattino del 2 luglio 1940, mentre navigava a circa 75 miglia a ovest della costa irlandese (al largo dell’isola di Tory), l’Arandora Star fu intercettata dal sottomarino tedesco U-47. Colpita da un siluro, la nave affondò in soli 35 minuti.
3. Il naufragio e le vittime
Il panico e la scarsità di scialuppe di salvataggio resero la tragedia devastante. Nel naufragio persero la vita 446 civili italiani, oltre a centinaia di altri prigionieri, militari della scorta e membri dell’equipaggio britannico.
Nelle settimane successive, le maree dell’Atlantico restituirono lungo le coste dell’Irlanda e della Scozia i corpi di decine di vittime, molte delle quali riposano oggi nei piccoli cimiteri delle comunità costiere britanniche e irlandesi.
La tragedia dell'Arandora Star rappresentò un lutto immenso per l'intera comunità dell'emigrazione italiana nel Regno Unito e colpì duramente molte famiglie dell'Emilia-Romagna, della Toscana, del Lazio e di diverse province del Veneto.