Le tre grandi ondate dell'emigrazione dall'Italia
1) 1876 -1915: PRIMA ONDATA
14.027.660 partenze dall'Italia
2.083.275 rientri
1.822.793 partenze dal Veneto
39.753 rientri
A causa dell'emigrazione l'Italia perde in media quasi 300 mila persone all'anno.
Il Veneto quasi 45 mila persone all'anno.
Il 1913 è l'anno record per l'Italia: 872.598 partenze.
Il 1891 per il Veneto: 97.314 partenze.
Regioni d'Italia con più partenze dal 1876 al 1915:
1) Veneto: 1.822.793
2) Piemonte: 1.540.164
3) Campania: 1.475.979
4) Friuli Venezia Giulia: 1.407.793
5) Sicilia: 1.350.692
6) Lombardia: 1.342.79
2) 1916 -1945: SECONDA ONDATA
4.557.285 partenze dall'Italia
2.443.889 rientri
560.758 partenze dal Veneto
327.033 rientri
A causa dell'emigrazione l'Italia perde in media circa 70 mila persone all'anno.
Il Veneto quasi 8 mila persone all'anno.
3) 1946 -1976: TERZA ONDATA
7.447.428 partenze dall'Italia
4.319.682 rientri
856.844 partenze dal Veneto
483.463 rientri
A causa dell'emigrazione l'Italia perde in media oltre 100 mila persone all'anno.
Il Veneto oltre 12 mila persone all'anno.
4) UN BILANCIO COMPLESSIVO
Dal 1876 al 2005
27.470.398 persone emigrano dall'Italia
3.212.919 persone dal Veneto
Elaborazioni DEMIM su dati ISTAT
Regioni d'Italia con più partenze dal 1876 al 2005:
1) Veneto: 3.212.919
2) Sicilia: 2883.552
3) Friuli Venezia Giulia: 2.218.160
4) Campania: 2.907.427
5) Lombardia: 2.491.412
6) Piemonte: 2.286.984
Elaborazioni DEMIM su dati ISTAT
5) I PAESI DI EMIGRAZIONE:
DOVE SONO ANDATI GLI EMIGRATI ITALIANI E VENETI?
Destinazioni dell'emigrazione italiana nel mondo dal 1876 al 1976
Europa: 12.546.949 persone (52%)
Extra Europa: 11.481.381 persone (48%)
Principali destinazioni europee dell'emigrazione italiana dal 1876 al 1976:
Francia (32,8%); Svizzera (31,8%); Germania (19,5%); Belgio (4,3%); Gran Bretagna (2,1%); altri (9,5%).
Principali destinazioni extra europee dell'emigrazione italiana dal 1876 al 1976:
Stati Uniti (49,5%); Argentina (25,8%); Brasile (12,7%); Canada (5,7%); Australia (3,7%); Venezuela (2,7%)
6) GLI ORIUNDI
Oggi nel mondo vivono tra i 60 e i 70 milioni di discendenti degli emigrati italiani.
Una seconda Italia fuori dell'Italia:
Argentina (24 milioni); Brasile (20,5 milioni); Stati Uniti (16 milioni); Canada (1,3 milioni); Australia (760.000); Uruguay (690.000).
In Europa vivono meno di 2 milioni di oriundi.
Nonostante l'elevato numero di espatri l'emigrazione europea ha visto numerosi rientri.
7) LE METE PRINCIPALI DELL'EMIGRAZIONE VENETA
PRIMA ONDATA: 1876 - 1915
Europa centrale: Austria, Germania, Svizzera (emigrazione temporanea)
Americhe: Brasile, Argentina, Stati Uniti (emigrazione permanente)
SECONDA ONDATA: 1916 - 1945
Europa continentale: Francia, Svizzera, Germania
TERZA ONDATA: 1946 - 1976
Europa industriale: Svizzera, Germania, Belgio
Nuovi mondi: Canada, Australia, Venezuela
8) LA NUOVA EMIGRAZIONE DALL'ITALIA E DAL VENETO
Dal 2006 al 2024 si registrano:
1.644.271 partenze dall'Italia
826.785 rientri
155.602 partenze dal Veneto
54.844 rientri
Il 2024 è l'anno record:
155.732 partenze dall'Italia
52.508 rientri
Saldo migratorio:
-103.224 persone
Principali destinazioni (2006 - 2024):
Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Stati Uniti, Brasile
Fonte: Fondazione Migrantes - Rapporto Italiani nel Mondo 2025
Elaborazione su dati AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero)
9) GLI ITALIANI ISCRITTI ALL'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero)
2006: 3.106.251
2015: 4.636.647
2025: 6.412.762
Il 9,6% degli italiani iscritti all'AIRE nel 2025 proviene dal Veneto: 613.938
Paesi con più italiani iscritti all'AIRE (2025):
Argentina, Germania, Brasile, Svizzera, Regno Unito, Francia
Fonte: Fondazione Migrantes - Rapporto Italiani nel Mondo 2025
Elaborazione su dati AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero)
10) ANALFABETISMO E GRANDE EMIGRAZIONE DALL'ITALIA
Negli anni della grande emigrazione dall'Italia circa 2 italiani su 3 erano analfabeti.
Gran parte degli italiani parlava e capiva solo il dialetto.
Analfabeti in Italia
1871: circa 69%
1881: circa 63%
1901: circa 49%
1911: circa 43%
Analfabeti in Veneto
1871: circa 50-55%
1901: circa 30-35%
11) I MESTIERI NEGLI ANNI DELLA GRANDE EMIGRAZIONE
Dal 1876 al 1920 quasi un terzo degli emigrati veneti erano classificati come braccianti o terraioli (movimentazione terra).
Classificazione per mestieri esercitati in Italia:
terraioli e braccianti (32%); agricoltori e pastori (29,5%); muratori e manovali (22,5%); operai (9,4%); altri lavori (6,6%).
12) DONNE VENETE ESPATRIATE DURANTE LA GRANDE EMIGRAZIONE
Nel periodo dal 1876 al 1920 le donne costituivano solo il 12,5% del totale dei 2.928.962 espatriati veneti.
Per confronto, oggi:
Espatri dall'Italia nel 2024
Uomini: 53,85%
Donne: 46,15%
Espatri dal Veneto nel 2024
Uomini: 51,25%
Donne: 48,75%
Iscritti all'AIRE nel 2024
ITALIA
Uomini: 51,69%
Donne: 48,31%
VENETO
Uomini: 50,80%
Donne: 49,20%
Rapporto Italiani nel Mondo 2025 - Fondazione Migrantes
13) AUMENTO DEMOGRAFICO NEGLI ANNI DELLA GRANDE EMIGRAZIONE
Causa primaria della grande emigrazione dall'Italia fu l'aumento della popolazione, concomitante con una prolungata crisi agraria.
Aumento della popolazione dal 1871 al 1901:
ITALIA: +20%
VENETO: +16%
14) SPERANZA DI VITA E NATALITÀ
Nel 1876, in Veneto, la speranza di vita media era di 27,55 anni*, soprattutto a causa dell’altissima mortalità infantile.
Una donna poteva affrontare normalmente dieci o dodici gravidanze, esponendosi a gravi rischi di morte durante il parto.
*A. Lazzarini, Campagne venete ed emigrazione di massa (1866-1900), Vicenza, 1981
15) LE RIMESSE NEI PRIMI ANNI DEL NOVECENTO
Rimesse annue mandate in Italia dagli emigrati italiani nei primi anni del Novecento:
dal 2,5% al 4% del PIL nazionale.
16) MALATTIE ED EMIGRAZIONE: LA PELLAGRA
La pellagra, malattia causata dalla dieta a polenta e da carenze alimentari, flagellò il Veneto durante gli anni della crisi agraria e della grande emigrazione.
Nel solo 1879 la Direzione dell'Agricoltura censì 29.836 casi di pellagra su una popolazione agricola di 977.346 persone.
17) MALATTIE ED EMIGRAZIONE: LA SILICOSI
La silicosi, malattia polmonare contratta nelle miniere, nelle cave e nelle gallerie, ha causato una strage silenziosa tra gli emigrati veneti. Soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
L'impatto della silicosi nel solo Bellunese è stato così sintetizzato: "Un Vajont ogni dieci anni", con riferimento alle 1910 vittime del disastro avvenuto il 9 ottobre 1963.
Da gennaio 1948 a gennaio 1950 sono arrivate alla sede Inail di Belluno 450 denunce per silicosi.
Nel 1961 l'Inail rilevava come la silicosi determinasse ogni anno «Un numero di casi di inabilità permanente triplo rispetto a quello provocato da tutte le altre malattie professionali assicurate»*.
* E. Pasuch, Silicosi. L'olocausto dimenticato della montagna veneta, Belluno, 2025
18) MALATTIE ED EMIGRAZIONE: LA MALARIA
La malaria è stata una delle più mortali malattie endemiche presenti nel passato nella Penisola, soprattutto nelle aree paludose.
Negli anni della grande emigrazione dall'Italia la malaria colpiva circa 2 milioni di persone all'anno, mietendo circa 20.000 vittime.
Il Veneto non è stato tra le regioni più flagellate dalla malaria, a eccezione dei territori della bassa pianura.
Nella sola provincia di Venezia, nell'ultimo decennio dell'Ottocento, si registravano ogni anno tra 92 e 123 decessi per malaria.
19) MALATTIE: MALARIA E COLONIZZAZIONE DELL'AGRO PONTINO
I veneti si confrontarono dolorosamente con la malaria durante l'emigrazione in massa per le bonifiche dell'Agro Pontino.
La bonifica e colonizzazione dell'Agro Pontino pianificata dal fascismo fu resa possibile dal trasferimento in massa, tra 1932 e 1943, di 3400 famiglie: 34.000 persone, quasi il 50% emigrate dal Veneto.
Il numero dei morti per malaria nell'Agro Pontino è un dato incerto: dalle 160 vittime ufficiali a qualche migliaio secondo alcuni studi.
20) PROFUGHI VENETI
Tra il 1917 e il 1918, dopo la disfatta di Caporetto, circa 600.000 civili del Veneto e del Friuli
furono costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra.
350-400.000 profughi dal solo Veneto. Un'emergenza umanitaria.
21) EMIGRAZIONE CLANDESTINA: UNA REALTÀ ITALIANA
Anche molti emigrati italiani e veneti sono stati clandestini, con punte eccezionali nel secondo dopoguerra verso Francia, Svizzera, Belgio. Tra il 1945 e gli anni Cinquanta oltre la metà degli italiani emigrati in Francia vi arrivò in modo clandestino o irregolare.
22) EMIGRAZIONE CLANDESTINA: I BAMBINI INVISIBILI DELLA SVIZZERA
Fino agli anni Settanta lo statuto dello stagionale svizzero non consentiva normalmente il ricongiungimento familiare.
Per questo tra gli anni Sessanta e Settanta migliaia di bambini italiani vissero clandestinamente in Svizzera, pur essendo figli di emigrati regolari. Le stime più prudenti parlano di 10-15.000 bambini invisibili.
RIFLESSIONE FINALE
Analfabeti. Profughi. Clandestini.
Partiti con la pellagra. Ritornati con la silicosi.
Capaci, tuttavia, di lasciare impronte indelebili nel mondo.
L'emigrazione dall'Italia e dal Veneto, con le sue apparenti contraddizioni e la sua complessità, è un fenomeno che insegna a guardare oltre i luoghi comuni.